Prima di tutto, se è la prima volta che mi leggete, a scrivere è Daniele Fusetto, responsabile di questo blog chiamato Storie di Ruolo che raccoglie le mie esperienze in campo ludico. Collaboro con altri ragazzi a al progetto #GDRete e mi occupo per ora di strutturare la mia vita lavorativa; nel frattempo mi divido anche tra collaborazioni e progetti in ambito di giochi di ruolo, pronto per compiere il classico balzo di reni e passare dall'essere un wannabe game designer a qualsivoglia altra cosa (leggasi autore pubblicato *cough *cough).
Quello che nessuno sa è che possiedo anche un altro blog, Il Flusso Catalizzatore. Per anni ho cercato (e sto ancora cercando) di scrivere qualcosa che sia degno di essere pubblicato, e sfrutto quello spazio per tenermi allenato. Il Flusso Catalizzatore voleva essere ancehe uno spazio per fornire la proverbiale Mano a scrittori in erba come me e quindi questo post assomiglia molto ad un ritorno alla mia prima incarnazione cibernetica – cosa che mi emoziona e mi rende nervoso!

Come mai dunque sfruttare questo spazio? Beh, svariati motivi pure qui. Il primo motivo è che Isola Illyon si occupa di tantissimi argomenti ma personalmente l'ho scoperto come sito di ambito gdr. Seconda cosa, credo che esistano tantissimi scrittori in erba tra i giocatori e master di gdr che potrebbero sfruttare questo elenco maggiormente della dozzina di lettori dell'altro blog. Terzo e ultimo: perché tra i media consigliati c'è anche una coppia di giochi di ruolo niente male.

Perché lo consiglio. Prima di tutto, ripeto: è abbordabile. Seconda cosa, giocandoci una oretta si può raggiungere anche una certa profondità di gioco che permette di comprendere la genialità del sistema, una sorta di I teach you how and then I break the rule. La cosa interessante è che spesso nei racconti cerco questo cambio di prospettiva, il colpo di scena che il lettore non aveva previsto.

Perché lo consiglio. D'Annunzio scrisse le parole contenute in quest'opera in un periodo finale della sua vita, durante il recupero da un incidente aereo in cui aveva sofferto una perdita di vista. Scriveva su strisce di carta cercando di incidere le impressioni che aveva del mondo così come poteva percepirlo in quei momenti. Potrebbe servire per costruire un piccolo dizionario di espressioni interessanti ed evocative. Ovviamente, non è tutto da prendere alla lettera: D'Annunzio era un poeta dell'inizio del Novecento e le sue esperessioni possono essere troppo antiquate. È tuttavia altrettanto vero che quest'opera è quasi più un esperimento, che si discosta anche notevolmente da come scriveva D'Annunzio precedentemente.

Perché lo consiglio. Al di là del fatto che sia un gdr, Wraith è un manuale da leggere. È l'ambientazione ha trasudare tenebra e i personaggi, cosa alquanto interessante, avranno tutti una Shadow (Ombra) che rappresenta il lato più oscuro del loro essere fantasmi e può prendere il controllo delle loro azioni. Cosa alquanto interessante per il 1995 (anno della prima edizione), le Shadow sono controllate... da altri giocatori! Addirittura uno dei nemici principali, l'Oblivion, si serve di Wraith degenerati chiamati Spettri. Insomma, il mondo di Wraith è davvero una pietra miliare della nostra ricerca base per un racconto.

Perché lo consiglio. Perché l'ambientazione si può riassumere così: "Il 6 marzo 2000, alle 06:02, l'intero pianeta fu avvolta in un buio innaturale. L'oscurità bloccò il sole, e né le stelle, né la luna, erano visibili. Molti credevano che fosse la fine del mondo. I governi si diedero colpa l'un l'altro, pensando che fosse l'effetto di qualche arma segreta. Rivolte, stupri, percosse e omicidi erano all'ordine del giorno. I centralini di ospedali e stazioni di polizia furono inondati da chiamate che denunciavano mostri vaganti, in strada come in cielo. Numerose persone semplicemente scomparvero.
Fu in questa oscurità che migliaia di persone scoprirono di essere diventati mostri disumani. Molti di loro furono uccisi prima di capire quello che era loro accaduto. Alcuni furono uccisi dalle folle di umani terrorizzati, altri si suicidarono. Quelli che sono sopravvissero impararono che potevano tornare nelle loro forme umane. Questi esseri mutaforma furono chiamati Nightbane, perché era di notte che diventano mostri". Magico.

Perché lo segnalo. Per via di un dettaglio dell'amplissima ed enorme trama della Saga: la dimensione dell'ombra che spesso i personaggi di Erikson visitano. Lo Shadow è per questa saga sia una dimensione fatta di cenere, in cui vagano creature demoniache e Mastini dell'Ombra, sia un canale attraverso cui un mago può effettivamente incanalare (scusate il gioco di parole) il proprio potere. Senza eseguire ulteriori spoiler sulla trama, posso solamente dirvi che basta leggere uno dei libri per sentir parlare di ombra, luce e oscurità, tre tematiche affrontate dai romanzi e ben delineate dall'autore in modo maturo e non nel semplice light vs. darkness.
Per ora è tutto! Spero di avervi stimolato la fantasia e di aver creato qualche idea per un racconto valido per il concorso di Isola Illyon. Se volete potete commentare qui sotto al post eventuali ulteriori consigli per altri aspiranti vincitori di Tenebrae o anche aggiunte alle cinque fonti succitate.
A presto – e buona scrittura!